Sui Gradi Iniziatici della Tradizione Esoterica Romana

Categorie:Religione
admin

Non muore ciò che in eterno può attendere, ed oggi, dopo lungo trascorrere di secoli, un trascendente volere di nuovo manifesta alle genti d’Occidente la sacra fiamma di Roma affinché i Figli del Cielo e le Figlie dell’Antico Serpente siano da essa illuminati e guidati, oltre l’impietramento del gelo e delle tenebre, a quella luce che eterna risplende al di là del tempo e delle effimere umane vicende.
Nel precipitare in oscuro gorgo travolti da impetuosa corrente, di nuovo salvifica solca le torbide infere acque la nave del Padre Giano a traghettare su altra sponda, là dove non regna la morte ed imperitura fiorisce la rosa, coloro che a lui disserrano le porte del cuore.
Alla nave del Dio degli Dei il vento dell’eterno gonfia le vele ed alta la prora verso il cielo si erge, là dove immutabile l’asse del mondo sta ad indicare la Terra Iperborea dei Padri Antichi. Come in concentrici cerchi che in spirali di luce convergono nell’ineffabile centro che tutto contiene, così il Padre Giano disvela il sacro cammino affinché dalla carne mortale l’uomo discendendo in se stesso ascenda a spirituale non corruttibile vita.
Così come nell’uomo, specchio e centro dell’intero Universo, tre sono i principi, corpo, anima e spirito, ugualmente tre sono le porte che nel cammino si devon varcare nel sacro cerchio dell’anno.
Corrisponde al corpo di “Luperco” lo stato e di esso sia motto “Inflexibilis Voluntas”, simbolo sia la clava, la pelle di capro ed il fallo eretto di Priapo. Il clavigero Hércles sia il loro Dio. In esso purifichi l’uomo ciò che in lui lo lega all’oscura materia: impulsi, istinti carnali, appetiti, tutto ciò purifichi il sacro fuoco splendente. Di questo primo cammino tre siano i gradi: “Frater Lupercus Minor“, “Frater Lupercus Maior“, “Frater Lupercus Maximus“.

All’anima corrisponda di “Salio” lo stato, di esso sia motto “A barbaris limen defendo”, simbolo sia lo scudo, la lancia ed il laticlavio di porpora, il Padre Marte sia il loro Dio. In esso purifichi l’uomo egoismo, passioni ed orgoglio, ed “in primis” contro il nemico interiore la grande guerra egli vinca ed amore sia la sua forza; così senza colpa, senza odio, con purezza sui nemici la vittoria egli colga, o la morte trionfale; si purifichi dunque l’agire dell’uomo nel sacro fuoco splendente. Di questo cammino tre siano i gradi: “Frater Salius Minor“, “Frater Salius Maior“, “Frater Salius Maximus“.

Terzo stato sia quello di “Arvale“, di esso sia motto “Coelum et Terra uni sunt”, simbolo sia di alloro una verde corona, il Padre Giano sia il loro Dio. In esso la mente purifichi l’uomo da pigrizia, torpore, fantasmi e illusioni e come limpido e puro cristallo rifletta sul mondo del Padre Celeste la luce incorrotta. Di questo cammino tre siano i gradi: “Frater Arvalis Minor“, “Frater Arvalis maior“, “Frater Arvalis Maximus“.

Le tre porte varcate, dalle tenebre al suo centro di luce l’uomo ora è posto e del creato egli ritorna signore. Dal centro del cuore ora l’uomo al Dio Senza Nome si volga lasciando come inutile peso ogni scoria mortale. Veglianti “ab aeterno” sono detti coloro cui apre le porte dei grandi misteri il Dio degli Dei. Senza volto, senza nome, solo radiosa purissima luce si irradia da essi, sacra è ogni loro parola, rito ogni gesto, occulti, solitari, invisibili, in loro è conoscenza e potere, loro motto è il Silenzio, loro simbolo il capo velato da candida veste da verginali mani tessuta, in loro ogni umano residuo consumi il sacro fuoco splendente. Di questo supremo cammino, che le tre porte racchiude, dodici, tre e sette siano i gradi: dodici “Flamines Minores“, tre “Famines Maiores“, sette “Pontifices“, e di essi il “Pontifex Maximus” sia l’immutabile vertice sacro che il Cielo congiunge alla Terra. Suoi simboli siano il lituo e le chiavi d’oro e d’argento di Giano. In lui, dei tre regni signore, del Padre Celeste si manifesta in ogni dominio la potenza e il volere.

Anche alle Figlie dell’Antico Serpente il Dio dal volto bifronte disserra propizio le Porte del Cielo. A Dia-Mater, a Juno Regina, a Mnerva, a Diana, a Dioniso, a Venus, a Vesta, a Fauna, all’Aurora, ad Egeria, a Virbio, alle Camene, alle Ninfe delle acque e dei boschi, alle Driadi, alle Oreadi, alle Naiadi, ognuna secondo la propria natura a ogni Dio, a ogni Dea, a ogni Genio votata, renda culto con il sacro fuoco splendente. Per ognuna simbolo sia di porpora un peplo ed il candido giglio e la rosa e di questo sacro cammino tre siano i gradi: “Soror Flaminica Minor“, “Soror Flaminica Maior”, “Soror Flaminica Maxima”.

VIATOR

                    Festa pagana

                            Giano

                            Sacrificio

Note:
Dio degli Dei: attributo di Giano.
Laticlavio: larga fascia di porpora, simbolo dei senatori romani.
Luperci: antichissimo collegio sacerdotale deputato a riti di purificazione.
Salii: collegio sacerdotale, così chiamati dal verbo “salire”, danzare, sacerdoti di Marte.
Arvali: il più antico collegio sacerdotale romano.
Flamen/Flaminica: collegio sacerdotale romano.
Lituo: bastone ricurvo con il quale il sacerdote delimitava lo spazio sacro.

Lascia un commento

Nome*
Email*
URL
Il tuo messaggio*

(È possibile utilizzare anche codici HTML)