Memento da Chesterton

Categorie:Poesia
admin
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Da cupe impenetrabili selve
da tenebre avvolte
scendevano a torme con urla selvagge
dal Nord i biondi guerrieri dagli occhi cerulei
lunghe spade ed asce brandendo assetate di sangue.

Di fronte, immota, in silenzio
una lunga fila di scudi.

Ed ecco ad un tratto
contro il cielo innalzarsi
aquile d’oro
dagli artigli rampanti
e la fila di scudi lentamente avanzare
balenando i raggi del sole
in lampi folgoranti di luce
e s’udiva nel vento
farsi grande
un cupo suono possente
e la terra tremare
e come pervaso da sacro terrore
ognuno ristette
con il gelo nel cuore
mentre lungi la vasta pianura s’apriva
alle legioni dei Cesari
alle mura viventi, alle mura marcianti di Roma.

VIATOR

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