Introduzioneadmin

Le acque del Mediterraneo hanno nutrito nel tempo diverse e millenarie civiltà. Per secoli sulle sponde di questo immenso lago si è concentrata la vita. Qui Ulisse avventura l’audace prora della sua nave, qui navigarono le nere navi degli Etruschi e dei Fenici, qui si specchiarono i marmi del Partenone e protesero le loro ombre le Piramidi, qui i Micenei eressero labirinti di pietra; su questo mare o in vicinanza di esso sorsero tutte le più grandi città  del mondo Antico: Alessandria, Atene, Antiochia, Bisanzio, Cartagine, Marsiglia, Siracusa, qui l’anima e la mente dell’uomo si elevarono alla speculazione filosofica, alle verità della scienza ed alle vette dell’arte.
Ebbene, ci fu un tempo in cui tutte queste genti, tutte queste culture furono unite in un’unica grande civiltà, ci fu in tempo in cui le onde di questo mare accomunarono tutti questi popoli, ci fu un tempo in cui non esistette nè Asia nè Africa nè Europa ma un’unica patria in cui tutti si riconoscevano, ci fu un tempo in cui il mercante siriano vendeva i suoi prodotti sulle rive gelate del Reno e del Danubio, nella remota Britannia si declamavano i versi di Omero ed il germano studiava Platone ed Aristotele nelle scuole di Rodi e di Atene.

Questo miracolo unico nelle storia e mai più ripetutosi ha un nome, Roma: solo Roma, con le sue leggi, con la sua tolleranza, con il suo rispetto per tutte le diverse culture non omologate e disanimate in un anonimo processo di massificazione ma vitalizzante nella sintesi superiore e spirituale dell’Imperium, rese possibile tutto ciò. La storia dell’Occidente in fondo non è che una glossa della storia romana e della cultura greco – romana; letterati, filosofi, poeti, mistici, regnanti, artisti, tutti nei secoli hanno affaticato la mente ed il cuore nella nostalgia di quella grandezza perduta di quella “humanitas” che era insieme potenza e saggezza, profondità, raffinatezza e stile di vita. Oggi che le acque di quello che già fu il Mare Nostrum lambiscono coste insanguinate da fanatismi, faide, odi, incomprensioni, noi pensiamo che nel nome di Roma quel miracolo possa riproporsi. La Rosa Romana è nata con questo ed unico intendimento; e se qualcuno ci ritiene solo dei sognatori noi rispondiamo che chi non sogna non crea e che far diventare realtà un sogno dipende unicamente dalla nostra volontà, dalla nostra fede, dal nostro amore.

Chiunque senta sue queste parole sia il benvenuto.

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